Il blog treniconfusi continua la sua opera di informazione e io continuo a ripostarlo...
Ormai non abbiamo più voce, i nostri lamenti si perdono nel vento e le nostre grida di dolore, alle istituzioni, ormai non fanno ne caldo ne freddo. Sono anni ormai che la nostra lotta va avanti, sono anni ormai che i nostri lamenti chiedono rispetto e considerazione. Ma tutto tace. Negli ultimi tempi stanno sorgendo sempre più comitati di pendolari, chiedendo sempre cose diverse e per lo più difficili da risolversi, evidente sintomo di malumore che cresce sempre di più, facendo si che il nostro movimento sia sempre più “scollato”, ma non per questo meno forte e pronto a combattere per il rispetto dei propri diritti. Detto questo continuiamo a chiederci perché le istituzioni non ci rispondono, perché non ci tengono in considerazione. In primis l’Assessore ai trasporti della nostra regione, Morra. Perché non ci riceve? Perché non accetta di incontrarci? Perché continua ad ignorarci? Cosa ha da nascondere? I problemi che ha sulla costa forse sono più importanti dei nostri della Marsica, e confinanti con il Lazio? Come al solito la verità non si sa da quale parte sia, sicuramente avranno timore ad incontrarci, perché è palese ormai il loro menefreghismo. I nostri diritti come al solito vengono calpestati, e continuiamo a viaggiare nell’incertezza del futuro. Ma la cosa più preoccupante è il continuo abbandono dei viaggiatori, sempre più spaventati dall’insicurezza del viaggio, non essendo garantita la puntualità ne la sicurezza del tragitto. In poche parole non si sa ne quando si parte ne quando si arriva. Due casi eclatanti, il treno 2371 ed il treno 2376, costantemente e quotidianamente alloggiati nell’incertezza del viaggio. Sempre in ritardo, e contrapposti tra di loro. Il 2371, parte in orario ed appena arriva nei confini laziali, si perde nel bailamme dei treni metropolitani laziali, arrivando a destinazione costantemente con 20-30 minuti di ritardo. Il 2376, anche lui parte in orario, ma fino a che rimane nei confini laziali acquisisce un notevole ritardo di circa 15-25 minuti che si porta fino ad Avezzano, per poi recuperarlo nel tratto fino a Pescara, non essendoci più incroci da fare. Questo ormai è cronico, è un problema quotidiano, ma tanto, come dicevo le nostre lamentele si perdono nel vento.
Fonte http://www.treniconfusi.it/?p=317
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venerdì 13 gennaio 2012
mercoledì 21 dicembre 2011
Razza Bastarda!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
fonte http://www.treniconfusi.it/?p=283
Ore 8.30: in via XX Settembre, al ministero del Tesoro, saranno seduti allo stesso tavolo le Regioni, il viceministro Vittorio Grilli e il ministro agli Affari regionali Piero Gnudi. Obiettivo: trovare 400 milioni per finanziare il trasporto pubblico locale. Altrimenti, minacciano le regioni, dal primo gennaio i treni saranno fermi.
Questa è la prospettiva che si presenterà con il nuovo anno. La profezia dei Maya, inizia a dare i suoi frutti, solo che da qui a Dicembre, iniziamo a tremare troppo presto. Ci vogliono tagliare i treni del trasporto pubblico locale, e cioè l’unica possibilità che abbiamo, noi pendolari, di raggiungere il posto di lavoro, che poi è l’unica fonte di sostentamento che abbiamo per poterci comprare un tozzo di pane per noi e per i nostri familiari. A differenza degli onorevoli che NOI abbiamo votato e scelto, continuano a viaggiare con le auto blu, pagate da noi. Il loro stipendio è sempre lo stesso, non vogliono ridurselo, anzi si incazzano se si tocca questo tasto. Dovranno discuterne tra di loro, se ridurlo o no. Però quando si tratta di tagliare qualcosa alla povera gente non c’è nessuno che intervenga in nostra difesa, tanto, poveri siamo e poveri resteremo, se non peggio. Però continuano a parlare dei loro finanziamenti, dei loro PORCI comodi, dello stretto di Messina, del finanziamento per dei lavori inutili, che servono solo e soltanto a restituire un qualcosa di “promesso” per un qualche favore ottenuto. E’ il solito discorso, gira che ti rigira, il cetriolo va sempre in c…. a noi poveri “derelitti”, ci manca poco e non ci rimane più nulla. Ma a noi almeno l’onore rimane mentre a loro rimane la vergogna e spero vivamente il rimorso fin che campano di essersi comportati come dei bastardi.
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